LIPOFILLING

Il lipofilling si è rivelata una valida alternativa nella chirurgia mammaria, per malformazioni come la Sindrome di Poland, la sindrome della mammella tuberosa, per correggere asimmetrie e imperfezioni, nonché dopo l’asportazione di tumori alla mammella.  Il grasso ha l’enorme vantaggio che, essendo una componente autologa, ossia derivante dal paziente stesso, non causa reazioni da corpo estraneo come la contrattura capsulare, complicanza frequente invece per le protesi.

In ambito di ricostruzione dopo l’asportazione di tumori mammari, sono necessari più interventi chirurgici di lipofilling, ma solitamente, se la paziente è adeguatamente informata e motivata il risultato ottenuto conferisce al seno un aspetto e una consistenza naturale.
Prima di definire un piano terapeutico è pertanto necessaria una visita e un appropriato inquadramento del paziente, per capire quali obiettivi siano effettivamente raggiungibili.
Il grasso è utile inoltre per il miglioramento di aree trattate in precedenza con radioterapia, o zone atrofiche e depresse, per esempio dopo l’iniezione di sostanze come il cortisone.

In chirurgia estetica il grasso può essere utilizzato a livello delle mammelle; va comunque discussa la fattibilità dell’ intervento con la paziente: trattandosi infatti di un procedimento step by step, è bene sapere che l’effetto immediato e permanente dopo l’impianto di una protesi mammaria non è raggiungibile nell’immediato mediante l’innesto del grasso, dipendendo in seconda analisi dalla quantità di grasso disponibile per il prelievo: è pertanto una alternativa sconsigliata in pazienti magre. Può essere utile però come procedura integrativa e correttiva alla classica mastoplastica additiva.

MASTOPLASTICA ADDITIVA

La mastoplastica additiva è l’intervento che permette di aumentare il volume del seno, sia quando questo non si è mai sviluppato in modo completo, sia quando ha perso tono e volume in seguito a calo di peso o allattamento. È stato recentemente calcolato che sono circa 35 milioni le pazienti portatrici di protesi mammarie al mondo.

Comporta l’impianto di protesi, collocate a seconda dei casi sotto la ghiandola mammaria oppure più in profondità, sotto il muscolo pettorale.

Le protesi mammarie possono essere inserite attraverso tre vie di accesso che sono quella ascellare, quella periareolare (intorno alla emi-circonferenza inferiore o superiore dell’areola mammaria) e quella sottomammaria (a livello del solco sottomammario).
La scelta della sede d’incisione viene concordata prima dell’intervento e dipende dalla situazione anatomica locale (dimensioni dell’areola, definizione del solco sottomammario), dal tipo e dalle dimensioni delle protesi scelte, dalle preferenze del Chirurgo e della Paziente.
Dopo la maturazione definitiva delle cicatrici (che avviene in qualche mese) la cicatrice appare come una sottile linea bianca, simile a una smagliatura.

Le protesi sono costituite di silicone, e possono essere rotonde, cioè con base circolare, oppure anatomiche, cioè con forma a goccia.

La scelta della protesi mammaria adeguata (ne esistono di varie misure e forme) dipende dal volume e dalla forma del seno di partenza.

MASTOPLASTICA RIDUTTIVA/MASTOPESSI

La mastoplastica riduttiva/mastopessi è l’intervento che permette di correggere un seno troppo grande e ptosico, ossia cadente. Questa condizione infatti può causare disagio psicologico per la donna , oltre a pesare sulla colonna vertebrale provocando dei disturbi funzionali come scoliosi.
Può inoltre causare lesioni da sfregamento, per frizioni tra la mammella e il solco inframammario.
Per questi motivi può essere eseguito un intervento di mastoplastica riduttiva.
A differenza della mastopastica additiva,dove la procedura principe consiste nell’impianto di protesi mammarie di silicone, la mastoplastica riduttiva non prevede l’utilizzo di impianti protesici.
Mediante l’asportazione di determinate porzioni della ghiandola mammaria e il riposizionamento della mammella nella sua posizione naturale, si ottiene un risultato naturale e duraturo.

RICOSTRUZIONE MAMMARIA

La ricostruzione mammaria è l’insieme di interventi chirurgici che consentono la ricostruzione della mammella in seguito all’intervento di mastectomia.
Per ogni donna c’è la tecnica di ricostruzione giusta, personalizzata: ogni caso va analizzato attentamente e tutto va programmato prima dell’intervento con la paziente: la paziente che deve affrontare il percorso di ricostruzione del seno lo deve fare infatti con la massima consapevolezza.
Vi sono numerose tecniche, che andremo ad elencare in questo articolo: in linea di massima esistono due linee di pensiero: si può utilizzare la protesi oppure il tessuto autologo, ossia prelevato dalla paziente stessa.

Il tumore alla mammella colpisce una donna su 8, e solamente 1 su 8 si sottopone a ricostruzione mammaria.
Una donna operata di tumore va adeguatamente informata prima di iniziare l’iter terapeutico demolitivo: va aumentata la consapevolezza.
L’informazione medica è fondamentale in questo. Grazie a un aumento costante dell’accesso alle informazioni tramite i mass media il numero delle donne che si sottoporranno alla ricostruzione mammaria è in costante aumento.

Vari tipi di chirurgia oncologica possono essere eseguiti:

  • chirurgia conservativa, quando possibile e quando le condizioni locali lo consentano, che rispetta la mammella e che talora necessitano successivamente di radioterapia
  • interventi maggiormente demolitivi: la mastectomia che asporta l’intera ghiandola e necessita di ricostruzione del chirurgo plastico.

Esistono due modi differenti di agire, la scelta deve avvenire in base al tipo di paziente:

  • utilizzo di protesi
  • utilizzo dei propri tessuti

La personalizzazione della ricostruzione mammaria è un concetto base.
Negli ultimi anni vi è stata evoluzione delle tecniche, le principali sono:

  • RICOSTRUZIONE MAMMARIA POST QUADRANTECTOMIA
    (In seguito a un intervento conservativo, come la quadrantectomia, si esegue un rimodellamento della ghiandola mammaria, attraverso l’utilizzo di lembi locali. Si può intervenire nella mammella controlaterale, attraverso la cosiddetta mastopessi/riduttiva oppure con inserimento di protesi mammaria
  • RICOSTRUZIONE MAMMARIA POST MASTECTOMIA TRADIZIONALE
    (con l’inserimento di protesi, immediata o differita)
  • RICOSTRUZIONE MAMMARIA CON TESSUTI PROPRI
    (Tali tecniche utilizzano i tessuti delle pazienti stesse: il più delle volte il sito donatore è l’addome delle pazienti stesse, da dove si può prelevare un lembo peduncolato. La sinergia tra le diverse discipline tra il senologo e il chirurgo plastico ricostruttore rende la paziente coinvolta nelle decisioni, con spirito positivo.
  • MASTECTOMIA NIPPLE SPARING
    Questa tecnica è prevista nel momento in cui il NAC (nipple areola complex/complesso areola capezzolo) non sia intaccato dalla malattia: prevede l’asportazione della sola ghiandola mammaria senza procedere all’asportazione della cute del capezzolo e rendendo la ricostruzione più semplice

GINECOMASTIA
L’intervento di ginecomastia è una condizione in cui l’uomo, per problemi ormonali o legati alla dieta, presenta al di sopra del muscolo pettorale uno sviluppo atipico e eccessivo della ghiandola mammaria femminile.
Ultimamente tale condizione è in aumento, soprattutto a causa di diete non equilibrate, ricche di carboidrati e grassi saturi.
La ginecomastia, soprattutto in pubertà, può essere causa di disagio psicologico.
Essa consiste in un aumento della componente di ghiandola o di tessuto adiposo, oppure di entrambe.
In base alla componente, il chirurgo scieglierà la tecnica operatoria più adeguata.

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Dr. Cesare Cappellina

Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

Dr. Diego Cappellina

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Dr. Giovanni Du Jardin

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