Siamo sicuri di riuscire a dormire almeno 8 ore per notte? Quante volte abbiamo sentito suggerimenti per questa buona e salutare pratica che spesso, altrettante volte, non ha sortito alcun effetto sui nostri stili di vita?
L’American Sleep Association, in un recente studio, ha raccolto ed elaborato una interessante serie di informazioni sulla diffusione dei disturbi del sonno:
• negli USA gli individui adulti che soffrono di disturbi del sonno sono tra 50 e 70 milioni
• tra questi, coloro che lottano con alterazioni della qualità del sonno da almeno un anno, rappresentano una percentuale compresa tra il 20 ed il 36%
• mentre il 48% ha problemi di russamento
• coloro che durante il giorno si addormentano involontariamente sono il 37,9%
• gli incidenti mortali per “colpo di sonno” sono 1550/anno
• gli incidenti non mortali per colpo di sonno sono circa 40.000/anno

Come mai? L’insonnia e/o altri diversi disordini del sonno possono rendere veramente difficile usufruire di una nottata di buon sonno riposante. Eppure, se si soffre di insonnia, o si conosce qualcuno che ne è vittima, si può provare a suggerire di ricorrere ad un sistema che consenta concretamente di migliorare la qualità e la durata del riposo notturno.
Sono parecchie le persone che ricorrono alla terapia craniosacrale per trovare sollievo ai loro disturbi del sonno. Un ciclo di trattamento può aiutare l’organismo a ritrovare una condizione di equilibrio e di perdita di qualità del sonno.
Durante il trattamento l’organismo entra in una condizione simile alla fase REM (rapid eye movement), quella che tipicamente si esperisce durante il sonno. Ciò facilita oltre al rilassamento anche atteggiamenti di decontrazione muscolo-scheletrica.
Questo trattamento estremamente delicato e non invasivo, particolarmente efficace contro l’insonnia, pare interagire con il sistema reticolare attivatore ascendente, un complesso di neuroni appartenenti al sistema nervoso centrale, specializzato nel controllo dello stato di veglia e del ritmo sonno-veglia. Tale sistema rappresenta la base neuroanatomica di alcune funzioni attentive.
In uno studio recentemente pubblicato sul Journal of Integrative Medicine, è stato evidenziato che la terapia craniosacrale ha un effetto positivo anche sul sistema nervoso autonomo che, come afferma Wanda Girsberger, nota terapista svizzera, si sostanzia in segni quali rilassamento, miglioramento del tono dell’umore, migliori performance intellettuali. Sostanzialmente un supporto funzionale fisico ed emotivo. Come evidenziato da William Sutherland, il sottile ritmo craniosacrale che percorre l’intero corpo è una componente critica per il benessere e la salute del corpo e dalle cui caratteristiche è deducibile la necessità di intervenire per normalizzare e supportare il ripristino di normali funzionalità.
Le attuali evidenze, pertanto, suggeriscono la terapia craniosacrale come un utile sussidio per promuovere il fisiologico ritmo sonno-veglia e la qualità del riposo notturno.
Il numero di sessioni necessarie dipende dalla reattività individuale, dalla durata e dalla tipologia del disturbo. In alcuni casi l’insonnia è l’unico sintomo riferito dal paziente, mentre in molti altri casi il disturbo del sonno si accompagna ad sintomi e disagi.
È compito del medico, durante il colloquio conoscitivo iniziale, scoprire e comprendere i bisogni di salute del paziente e supportarlo nel modo più efficace per affrontare l’insonnia, ma anche gli altri eventuali problemi clinici.
Un colloquio aperto ed empatico tra paziente e medico è estremamente importante per potere interpretare nella giusta luce segni, sintomi e aspettative del paziente e per potere concordare la durata del trattamento, il numero di sedute e la ritmicità con la quale effettuarle.