Filler

I Filler sono i prodotti più utilizzati per la correzione delle rughe e sono disponibili come preparazioni iniettabili a base di acido ialuronico.Durante l’invecchiamento, il nostro corpo va incontro a numerosi cambiamenti, i più visibili dei quali si verificano a livello cutaneo.

Con il passare degli anni, viene prodotta una minore quantità di collagene e di acido ialuronico, provocando la perdita di elasticità della cute.

Iniziano così a svilupparsi solchi e pieghe visibili sulla superficie cutanea: ossia le rughe.
L’ esposizione cronica alla luce solare e  il fumo costituiscono la principale causa d’invecchiamento della pelle.

Le rughe possono essere classificate in rughe dinamiche e rughe statiche: le rughe dinamiche diventano più evidenti quando i muscoli sono attivi; le rughe statiche si notano quando il viso è a riposo o non è in movimento.

Diverse sono le zone del viso coinvolte, come la regione frontale, le labbra e la zona periorale, gli zigomi, il mento.

Come vengono trattate le rughe?

Diversi sono i trattamenti attualmente a disposizione, in funzione della tipologia, della gravità nonché delle caratteristiche della pelle da trattare.

Prima di ricorrere alla chirurgia si possono eseguire trattamenti di medicina estetica, eseguibili in ambulatorio dagli specialisti di Woman Clinic.

L’acido ialuronico è un disaccaride normalmente presente nella nostra pelle, responsabile della sua elasticità e idratazione.

Quando questo elemento diminuisce per l’ età si manifestano problemi di rughe e di trofismo della cute. I fillers all’acido ialuronico vengono iniettati sottocute attraverso apposite siringhe dotate di aghi sottili: le iniezioni  vengono normalmente eseguite in regime ambulatoriale.

E’ un trattamento doloroso?

Il trattamento è eseguibile in regime ambulatoriale. Il fastidio percepito durante il trattamento è piuttosto sopportabile.
Per ovviare a questo inconveniente, noi iniettiamo l’acido ialuronico dopo aver anestetizzato la parte da trattare con una pomata anestetica molto efficace, che rende il trattamento molto meno fastidioso.

Quali aree si possono trattare?

I filler trovano indicazione nelle seguenti circostanze:

  • – plasmare rughe d’espressione, zampe di gallina, rughe glabellari (che originano nella fronte, precisamente nella porzione immediatamente sovrastante il naso) in questi casi può essere associato alla tossina botulinica
  • – aumentare le labbra sottili e prive di volume
  • – volumizzare zigomi

Quanto dura il trattamento?

Le regioni da trattare vanno attentamente pianificate assieme al paziente. La durata del trattamento varia dai 10 ai 20 minuti circa, a seconda delle aree da trattare.

Prima del trattamento viene posizionata una pomata anestetica, che, lasciata assorbire per circa 15/20 minuti, consente di eseguire le iniezioni nelle regioni anestetizzate così da non essere dolorose. A seguito del trattamento è utile la somministrazione di ghiaccio per le prime ore, per diminuire il rischio di ematomi.

Quanto dura l’effetto?

L’effetto volumizzante è immediato (rispetto al botulino il cui effetto inizia dopo qualche giorno).
Nelle prime 48 ore possono essere visibili piccoli ematomi, soprattutto in zone del viso ricche di vasi, come le labbra e il naso. Possono inoltre essere visibili delle piccole irregolarità, dovute al gonfiore presente nelle aree trattate.

Qualora persistano irregolarità si possono eseguire delle correzioni per ripristinare la simmetria del risultato. La durata della correzione varia da 6 a 10 mesi. In seguito alle iniezioni di acido ialuronico, il nostro organismo è stimolato alla produzione di acido ialuronico endogeno, di conseguenza con il ripetersi delle iniezioni la quantità di farmaco da iniettare può essere minore.

 

 

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Dr. Diego Cappellina

Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

Dr. Ruggero Sinigaglia

Medicina Estetica

Dr. Cesare Cappellina

Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica


PRP - plasma ricco di piastrine

Il PRP, ovvero plasma ricco di piastrine, è un potente concentrato di fattori di crescita in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti.
Si ottiene grazie a una tecnica che prevede la centrifugazione del sangue autologo (cioè prelevato dallo stesso paziente) all’interno di un processo che termina con la produzione di una parte di plasma ad alta concentrazione di piastrine.
Risulta molto efficace in caso di alopecia, in quanto stimola la ricrescita di nuovi capelli

Il PRP è una delle terapie più recenti nella rigenerazione della pelle e del cuoio capelluto.
Le piastrine a contatto con il derma liberano una grande quantità di fattori di crescita che stimolano la produzione di collagene, donando alla pelle un aspetto più tonico e liscio senza alterare la morfologia del volto.
In medicina estetica, è utilizzato per migliorare l’aspetto di aree quali ad esempio guance, zona oculare e perioculare, pieghe cutanee del collo.

Per chi è indicato?

  • Donne e Uomini, senza distinzione d’età
  • per chi vuole migliorare l’aspetto di guance, della zona oculare e perioculare e delle pieghe cutanee del collo.
  • per chi vuole combattere la calvizie
  • per  chi vuole trattare delle cicatrici
  • per chi vuole trattare gli inestetismi procurati dall’acne.

I plus:

  • totalmente naturale
  • indicato per tutti i pazienti
  • non prevede periodi di riabilitazione

Nel sangue circolano sostanze riparatrici pronte a scendere in pista quando ti procuri una ferita. Sono le piastrine, che rigenerano in poco tempo pelle e tessuti.
E allora, perché non utilizzarle in forma concentrata per stimolare, in modo biologico, i processi riparativi?
Ecco cos’è la PRP (Platelet Rich Plasma): un campione del proprio plasma sanguigno, arricchito di piastrine autologhe (cioè provenienti dallo stesso organismo), trasformato in una potente medicina. Utile per combattere molti problemi.

Il PRP è una delle terapie più recenti nella rigenerazione della pelle e del cuoio capelluto.
Le piastrine a contatto con il derma liberano una grande quantità di fattori di crescita che stimolano la produzione di collagene, donando alla pelle un aspetto più tonico e liscio senza alterare la morfologia del volto, ed è utile anche in altre sede corporee come mani e collo.

In medicina estetica, l’utilizzo del PRP si è diffuso nel trattamento dei tessuti cutanei e sottocutanei per migliorare l’aspetto di aree quali ad esempio guance, zona oculare e perioculare, pieghe cutanee del collo.

Un’applicazione che sta dando risultati confortanti riguarda l’alopecia non-cicatriziale e areata. Secondo dati recenti, la ricrescita avviene nella maggior parte dei casi trattati.
Le più frequenti forme di alopecia sono due: la androgenetica, legata a un eccesso di androgeni o a un’ipersensibilità dei recettori agli ormoni maschili, e la areata che colpisce per due terzi le donne ed è dovuta a reazioni autoimmuni che indeboliscono il follicolo pilifero.
La forma androgenetica si manifesta, negli uomini, con lo stempiamento che dalla fronte arriva alla sommità del cranio, mentre nel gentil sesso causa un diradamento anche sulla nuca.
La forma areata invece, crea delle antiestetiche perdite a chiazze.

In entrambi i casi può essere utile frenare la caduta dei capelli con microiniezioni di Prp, fatte su tutto il cuoio capelluto a un centimetro l’una dall’altra (sono circa una cinquantina ma così “micro” e rapide da risultare indolori).
I fattori di crescita liberati dal concentrato piastrinico ossigenano e rivascolarizzano il bulbo pilifero, arrestando la caduta e irrobustendo il fusto. I migliori risultati, come dimostra uno studio pubblicato sul Journal of Trichology, si ottengono non in presenza di calvizie totale ma quando il cuoio capelluto è ancora ricoperto da uno strato di capelli finissimi e radi».

Il Prp serve anche per il trattamento delle cicatrici, da quelle superficiali (come i “buchini” lasciati in eredità dall’acne) a quelle più profonde, dure e in rilievo chiamate cheloidi.
Per evitare che anche la nuova cicatrice dia origine a un cheloide, si fanno delle infiltrazioni di Prp lungo i bordi cicatriziali oppure lo si applica per gocciolamento. Uno studio pubblicato sul Journal of Surgical Dermatology dimostra che questo protocollo scongiura il rischio di nuovi chelodi nell’ 87% dei casi.

Il Prp è inoltre particolarmente utile in caso di cicatrici ipertrofiche che derivano da ustioni profonde di 2° o 3° grado, specie se retraenti.
In questo caso si tratta il cheloide con il laser ablativo C02 frazionato, che la scolla e la leviga riducendo e lo spessore, e si inietta poi la Prp tutt’intorno al cordolo per regolarizzare l’attività dei fibroblasti.

Il Prp è efficace anche nella guarigione di piaghe da decubito, ferite e ulcere diabetiche, che affliggono spesso i piedi.
Dopo la detersione chirurgica si applica il gel piastrinico, denso e corposo, con una cannula. Viene messo soprattutto ai bordi della lesione, da dove parte la ricostruzione tissutale. Fatto che, come dimostrano decine di studi clinici, accelera sensibilmente il processo di guarigione.

Dal punto di vista tecnico, la produzione del Plasma ricco di piastrine avviene in un locale dedicato, con un sistema totalmente chiuso, automatizzato, che azzera i rischi di contaminazione microbica. Questo sistema permette di separare e concentrare le piastrine come richiesto dalla normativa vigente.

Quando il sangue è centrifugato è diviso in 3 strati:

  • Lo strato superiore (55%): Plasma (PPP) strato con pochissime piastrine.
  • Lo strato centrale chiamato anche come PRP Layer o Buffy Coat livello, si compone di White Blood Cells (WBC) e piastrine; è lo strato più importante perché la maggior parte delle piastrine si trova qui (94%).
  • Lo strato inferiore (45%): Globuli rossi (RBC) strato con aspetto rossastro.

si stima infatti che il volume di PRP sia pari al 10% del sangue intero processato; attraverso il nostro dispositivo,costituito da una centrifuga e un apposito kit,è possibile ottenere un PRP con concentrazione piastrinica 5-6 volte superiore a quella basale. Una concentrazione maggiore di piastrine assicura risultati migliori.

Il sangue prelevato dal paziente viene immediatamente sottoposto, in circuito chiuso, ad un processo di separazione che permette di isolare ed estrarre una determinata quantità di plasma ricco di piastrine, all’interno delle quali si trovano i Fattori di Crescita.

Il trattamento dura 10-15 minuti e generalmente non richiede un’anestesia locale; in rari casi viene utilizzata una crema anestetica preliminarmente applicata sulla zona. I protocolli personalizzati prevedono cicli di 3-5 sedute all’anno, a distanza di 45-90 giorni l’una dall’altra, a cui vengono fatte seguire sedute di mantenimento 1-2 volte all’anno.

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Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

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Botulino

Il botulino, meglio conosciuto come  tossina botulinica è un farmaco che permette di inibire temporaneamente l’azione dei muscoli mimici del volto riducendo la formazione delle rughe da espressione. Il termine botox indica il primo farmaco che è stato introdotto, a base di tossina botulinica di tipo A.

In commercio esistono diversi nomi, in base al nome commerciale della ditta che lo produce.La tossina botulinica in natura è prodotta dal batterio clostridium botulinum.Il botulino agisce attraverso il blocco della giunzione neuromuscolare, ossia impedendo ai nervi di portare l’impulso che permette di contrarre i muscoli, ossia attraverso il rilascio di un neurotrasmettitore, l’Acetilcolina.

Per questo motivo il botulino trova applicazione, oltre che in medicina estetica, in tutte quelle patologie neurologiche caratterizzate da un alterata contrattilità dei muscoli, come lo strabismo, la spasticità, le contrazioni muscolari involontarie (ad esempio delle palpebre), l’emicrania cronica e l’incontinenza urinaria derivante da disfunzioni neurologiche.

In Italia l’uso della tossina botulinica è stato autorizzato dal Ministero della Salute nel 2004 limitatamente ad un solo tipo di farmaco che si chiama Vistabex (in Italia), Botox (negli Stati Uniti) o Vistabel (in Francia), e solo per il trattamento delle rughe della fronte

Il botox è efficace nelle rughe dinamiche, quelle derivanti da eccessiva contrazione muscolare, mentre risulta inefficace nelle rughe statiche, ossia quelle derivanti dall’effetto della gravità: in questo caso è più efficace il filler di acido ialuronico o altri approcci chirurgici, che vanno dal peeling al lifting del sopracciglio/viso.

E’ fondamentale che il preparato sia iniettato da uno specialista in chirurgia plastica, dermatologia o chirurgia maxillofacciale. E’ infatti fondamentale una accurata conoscenza delle dosi da iniettare e dell’ anatomia mimica facciale della fronte e della zona perioculare, per evitare una diffusione eccessiva del farmaco che possa causare spiacevoli complicazioni (come caduta della palpebra o effetto mefistofelico per eccessivo sollevamento del sopracciglio)

Dove si usa il botulino?

La tossina botulinica è indicata per il trattamento delle rughe da espressione (dinamiche) della parte superiore del volto (fronte e regione perioculare, le cosiddette “zampe di gallina”

Più precisamente Il Ministero della Salute ha autorizzato l’uso del botulino a fini estetici per i seguenti distretti:

  • rughe verticali (rughe glabellari) tra le sopracciglia
  • rughe frontali, osservate alla massima elevazione delle sopracciglia
  • rughe cantali laterali(le cosiddette “zampe di gallina”) ossia le rughe perioculari laterali

Il trattamento è doloroso?

Il trattamento si esegue in ambulatorio. Non è necessaria anestesia locale, in quanto l’ago con cui si eseguono le iniezioni è molto sottile e non causa dolore al paziente. Si eseguono iniezioni a livello dei muscoli mimici della fronte, del sopracciglio e delle zone perioculari.

Dopo il trattamento è consigliabile riposo dalle attività fisiche per 24 ore, per evitare che l’ aumento della pressione non favorisca una diffusione del farmaco.

Quanto dura l’effetto?

La durata dell’effetto è di circa sei mesi e dipende da fattori individuali di risposta al farmaco, che cambiano da soggetto a soggetto. Trascorsi i sei mesi, il risultato è completamente reversibile. Solitamente il trattamento va eseguito due volte l’anno

Ci sono delle controindicazioni?

La tossina botulinica non deve essere eseguita in pazienti affetti da miastenia gravis, qualora vi sia un quadro di infiammzione/infezione, e qualora il paziente stia assumendo farmaci anticoagulanti/antiaggreganti e determinati antibiotici.

Fondamentale a questo proposito si rivela la prima visita, momento in cui lo Specialista Chirurgo Plastico andrà a indagare su eventuali problematiche attive o terapie in corso.

Sconsigliamo il trattamento di tossina botulinica durante la gravidanza e l’allattamento.

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Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

Dr. Ruggero Sinigaglia

Medicina Estetica

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Peeling

Il peeling, definito anche esfoliazione chimica, è un trattamento di medicina estetica entrato nell’uso comune sin dagli anni Sessanta. Già allora vennero pubblicati lavori sull’ acido tricloroacetico,ma per molti anni il lavoro di Baker e Gordon con la loro formula basata sul fenolo divenne sinonimo del peeling chimico.

Negli ultimi vent’anni, l’acido tricloroacetico è stato scoperto come agente esfoliante ed è diventato l’acido di scelta per i peeling chimici di profondità superficiale e media. Al contrario di molti agenti chimici, questo non ha nessuna tossicità sistemica, nè è stata riportata alcuna rezione allergica.

Per chi è indicato? 

I peeling superficiali e medi ottengono migliori risultati sulla cute che ha segni di elastosi attinica, ossia cute esposta cronicamente all’effetto del sole. In genere il paziente ideale è un paziente di sesso femminile con una cute sottile e carnagione chiara. I trattamenti più superficiali in genere sono eseguibili sulla maggior parte dei pazienti.

Quali sono i tipi di peeling?

I peeling sono classificati in base alla profondità di azione in superficiali, medi e profondi.

  • superficiali: rimuovono alcune o tutte le cellule dell’epidermide fino allo strato basale o alla giunzione dermo-epidermica. Questi sono intraepidermici o epidermici
  • media profondità, che distruggono o rimuovono il tessuto fino al livello del dema papillare (ossia il derma più superficiale)
  • profondi: distruggono o rimuovono il tessuto sino a livello del derma reticolare.

 

Tale classificazione è importante poichè permette la scelta della profondità appropriata  a seconda delle profondità delle lesioni cutanee.
Questa classificazione consente di avere un criterio di base di sicurezza, dal momento che i rischi di complicazioni aumentano con la profondità dei peeling. Per esempio un trattmento superficiale non causa una ipopigmentazione o un esito cicatriziale, mentre questi ptoblemi sono possibili con i trattamenti più aggressivi.

I peeling al TCA possono essere superficiali, medi o profondi.

Tutti i pazienti che devono essere sottoposti a un peeling di profondità media e superficiale necessitano di una buona preparazione cutanea. Lo scopo è quello di preparare la pelle in modo che la soluzione del peeling sia poi assorbita in modo uniforme e possa stimolare la pelle a guarire in modo più rapido dopo la lesione del peeling.

Quando uso un peeling superficiale /medio?/profondo?

La procedura per il peelinf al TCA superficiale, medio o profondo è molto simile, sebbene la profondità del peeling dipenda da molti fattori, inclusi:

  • il tipo di cute del paziente
  • come è stata preparata la pelle
  • come l’acido viene applicato (se pennellato o fatto penetrare profondamente nella pelle)
  • quanti strati di acido vengono applicati
  • quanto è bagnato ogni volta il cotton fioc con l’acido

Il fattore più importante è la concentrazione dell’acido tricloroaetico. Se si tengono costanti il più possibile le altre variabili, la concentrazione dell’acido tricloroacetico diventa il fattore fondamentale nella profondità del peeling. Perciò la preparazione della cute deve essere la stessa sia per i peeling superficiali che per i medi.

In cosa consiste la procedura?

La procedura è eseguibile in ambulatorio. L’acido può essere applicato sulla pelle con un pennello o con un cotton-fioc oppure con garze quadrate di 2 cm di  lato. Dal momento che spesso è necesario far penetrare il TCA dentro la cute, il pennello non è un mezzo molto efficace, e può essere utilizzata una garza.
Dopo la prima applicazione il paziente si può rinfrescare. Una volta osservato il frost che si sviluppa nell’area appena trattata, si procede a trattare altre aree.

E’ un trattamento doloroso?

Quando il TCA viene applicato sulla cute si ha una sensazione di bruciore che dura per qualche minuto; ‘intensità del bruciore varia da paziente a paziente, dipendendo anche dalla concentrazione di TCA utilizzato.  Normalmente la sensazione di bruciore è moderata e i pazienti non necessita di alcuna anestesia o sedazione

Il TCA è come un coagulatore chimico, che brucia le proteine all’interno della cute.
Questo è alla base della formazione del frost bianco che si vede quando il TCA viene applicato sulla pelle.
Più profondo è il peeling, più rapido e intenso è il biancore del frost. L’intensità del frost e l’edema cutaneo associato sono utili per giudicare la profondità del peeling.

I livelli del frost che si forma dopo un peeling superficiale o medio possono essere classificati in quattro gruppi:

  • nessun frost (livello 0) la cute può apparire traslucidae brillante, ma non c’è frost, dunque l’eritema è minimo o inesistente. Questo è un peeling molto superficiale che può solo rimuovere lo strato corneo
  • un leggero forst irregolare (livello 1 frost). Oltre all’aspetto brillante, la cute mostra qualche segno di eritema e alcune zone sparse presentano delle piccole zone di frost bianco. Questo è il peeling superficiale epidermico che causa per 2-4 giorni una leggera desquamazione
  • frost bianco e rosa (livello due frost). La cute ha un colore bianco uniforme ma c’è un forte colore rosa di fondo. Questo è il peeling epidermico a tutto spessore che guarisce in 5 giorni circa
  • frost bianco solido (livello 3 frost(. La cute mostra un frost compatto, intenso, senza nessuna area rosa di fondo. Questo è il peeling che si estende profondamente fino al derma papillare e impiega 5/7 giorni per guarire

Questi livelli di fros variano da paziente a paziente, ma garantiscono uno schema generale di trattamento

Quali sono le indicazioni dopo il trattamento?

Le crosticine che si notano dopo alcuni trattamenti proteggono il nuovo tessuto sottostante: non vanno rimosse per evitare eritemi, infezione e iperpigmentazione e cicatrizzazione sfavorevole.

Va insegnato a utilizzare un sapone neutro per lavare il viso e asciugare delicatamente il viso dopo la delicata insaponata. Quando si applicano le creme o gli unguenti bisogna fare in modo che il prodotto penetri bene nella cute piuttosto che frizionare.

Alcune regole sono da seguire durante la fase di guarigione:

  • nessuna esposizione al sole
  • nessun esercizio fisico con sudorazione profusa
  • evitare il getto d’acqua della doccia diretto sul viso
  • non pizzicare, sfregare o toccare senza necessità il viso
  • cercare di dormire supini

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Rinofiller

Il rinofiller è la procedura di medicina estetica che consente di correggere alcune deformità del naso in maniera temporanea.

Il naso è una struttura centrale nel viso. Dal punto di vista anatomico è composto da una struttura di supporto (cartilagini e ossa nasali), una copertura esterna cutanea e un rivestimento interno. Lo scopo dell’intervento di rinoplastica estetica è quello di ottenere un buon risultato, andando a modificare le componenti strutturali del naso, riducendo al minimo i rischi operatori, col fine di conferire al naso un aspetto naturale e proporzionato al resto del viso e non mutabile nel tempo.

Per cercare di ottenere questo obiettivo è necessario impadronirsi della conoscenza di più tecniche operatorie, che rendono la rinoplastica estetica l’intervento principe della chirurgia plastica.

Spesso, il timore della sala operatoria da parte del paziente può essere un freno per il paziente, sia per quanto riguarda il decorso post-operatorio sia per altre valutazioni come il costo oppure il timore di sconvolgere troppo il viso.

Il rinofiller è un trattamento di medicina estetica che consiste nell’iniezione di acido ialuronico nel naso. Per ovviare a paure giustificate o meno da parte del paziente  sull’intervento chirurgico di rinoplastica può essere proposto il rinofiller: si tratta di eseguire piccole iniezioni a livello del naso,allo scopo di correggere piccole deformità, soprattutto a livello del dorso e della radice del naso (ossia la zona vicino alle sopracciglia)

Il rinofiller è un procedimento eseguibile in ambulatorio.

È sufficiente posizionare una pomata anestetica per circa 15 minuti sulla superficie del naso e attendere che questa agisca.
Il/la paziente viene fatta stendere sul lettino, si disinfetta la superficie e si eseguono le iniezioni di acido ialuronico) nelle aree da trattare.

Il trattamento non è doloroso, il fastidio è sopportabile dalla stragrande maggioranza dei pazienti.

Quali aree possono essere trattate?

Il rinofiller è un procedimento molto efficace per correggere i difetti del dorso del naso (può nascondere ila gobba, il cosiddetto gibbo osteocartilagineo) e la radice del naso (ossia la zona vicino le sopracciglia). Può inoltre migliorare alcune parti della punta nasale. Va tuttavia sottolineato che alcuni difetti , come una punta larga (cosiddetta punta globosa) e cadente sono difficilmente correggibili con il rinofiller, necessitando della correzione con una rinoplastica chirurgica.

 Quali sono i vantaggi?

  • è un trattamento molto meno doloroso della rinoplastica
  • è un trattamento riassorbibile: può predire come sarà il naso dopo una rinoplastica e quindi portare il paziente all’intervento con meno timore e più consapevolezza del risultato raggiungibile
  • è un trattamento ambulatoriale: si esegue in circa 15/20 minuti (compresa l’applicazione della pomata anestetica) dopo il quale il paziente può uscire dall’ambulatorio senza gessetto o splint evidenti
  • è un trattamento più economico

Quali sono gli svantaggi?

  • il risultato dura dai 6/7 mesi: l’acido ialuronico è una sostanza che (fortunatamente) si riassorbe completamente in sei mesi). Di conseguenza se il/la paziente ha eccessivo timore dell’intervento chirurgico ed è motivata può tornare in ambulatorio due volte l’anno per eseguire la procedura
  • difficoltà nel correggere difetti alla punta: punte larghe, globose e cadenti sono difficilmente correggibili se non attraverso una rinoplastica tradizionale
  • presenza di piccoli ematomi post trattamento: sono comunque molto meno evidenti degli ematomi presenti dopo una rinoplastica tradizionale, scompaiono in 4/5 giorni e sono facilmente nascondibili con del fondotinta.

Il rinofiller è un procedimento sicuro, ma va eseguito da un professionista chirurgo plastico che abbia conoscenza dell’anatomia del naso ed esperienza nell’intervento di rinoplastica, per poter consigliare adeguatamente il paziente e descrivere chiaramente durante la prima visita se il difetto per il quale il paziente giunge alla nostra attenzione sia corregibile attraverso questo procedimento ambulatoriale, o se si renda necessario un approccio chirurgico, leggermente più invasivo ma certamente più stabile nel tempo.

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Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

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Medicina Estetica

RIMODELLAMENTO VISO E BIOREVITALIZZAZIONE

RINOFILLER – procedura di Medicina Estetica che consente di correggere alcune deformità del naso in maniera temporanea.

FILLER – sostanze che vengono iniettate nella pelle per correggere gli inestetismi del viso, ed in particolare per rallentare i segni dell’invecchiamento, eliminando rughe e solchi della pelle, e per correggere i volumi del viso (ipoplasia) ed in particolare aumentare il volume di zigomi, mento, labbra

BOTULINOFarmaco sempre più utilizzato in Medicina Estetica, viene iniettato nella zona di interesse per eliminare le cosiddette rughe d’espressione tra le sopracciglia (causate dalla contrazione dei muscoli mimici), le rughe interciliari, le zampe di gallina

PEELING – Trattamento per levigare e migliorare l’aspetto della cute, ottenendo un effetto levigante e di ringiovanimento facciale

PRP (Platelet Rich Plasma)– ovvero plasma ricco di piastrine, è un potente concentrato di fattori di crescita in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti.  Si ottiene grazie a una tecnica che prevede la centrifugazione del sangue autologo (cioè prelevato dallo stesso paziente) all’interno di un processo che termina con la produzione di una parte di plasma ad alta concentrazione di piastrine

FILI RIASSORBIBILI – Si tratta di fili sottilissimi, simili ad alcuni fili di sutura utilizzati in chirurgia, completamente biocompatibili, biodegradabili e inerti a livello immunologico, che vengono pian piano riassorbiti dai tessuti e al contempo ne stimolano il rinnovamento. L’inserimento avviene grazie a sottili aghi sotto la pelle, in maniera totalmente indolore e in ambito ambulatoriale. Grazie a questa nuova tecnica di medicina estetica si ottiene il cosiddetto soft-lifting che, costruendo una sorta di impalcatura sottocutanea, risolleva il tessuto che ha perso tono a causa dell’età e ridona al paziente un aspetto fresco e tonico

RADIOFREQUENZA – Trattamento che sfrutta i principio della cessione di calore, per il trattamento del rilassamento cutaneo, delle rughe e dell’acne in fase attiva


RIMODELLAMENTO CORPO E TRATTAMENTI ANTICELLULITE

ENDOSIT – Dispositivo medico che permette, utilizzando la radiofrequenza ed i micro impulsi, di trasportare transdermicamente principi attivi ai tessuti.  La veicolazione transdermica è un trattamento che prevede la veicolazione, l’assorbimento di principi attivi attraversano la cute.

ENDOSPHERE THERAPY – Metodica rivoluzionaria che consente di rimodellare il tuo corpo in modo sicuro in poche sedute.
Agisce mediante oscillazioni meccaniche a bassa frequenza che consentono di :

  • ridurre Culotte de Cheval
  • ridurre la pelle a buccia d’arancia
  • eliminare i liquidi in eccesso donando leggerezza alle gambe

MESOTERAPIA – iniezione intradermica distrettuale di un insieme di farmaci in piccole dosi su di una determinata zona della cute. Lo scopo di questa terapia è favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso, disintossicare l’organismo e migliorare tonicità ed elasticità della cute. L’azione delle iniezioni in mesoterapia, è infatti di tipo antinfiammatorio, vascolare e lipolitico

INTRALIPOTERAPIA – metodo consistente nella iniezione di una soluzione a base di fosfatidilcolina e/o aqualix direttamente nei cuscinetti di grasso che si vogliono eliminare. La soluzione così iniettata inizia immediatamente a distruggere le cellule “serbatoio” dei grassi che verranno poi eliminati nelle settimane successive in modo naturale. I vantaggi principali, rispetto ad una liposuzione:

  • nessuna necessità di ricovero (le sedute sono ambulatoriali)
  • nessuna anestesia (la tecnica è indolore)
  • costi molto contenuti

RADIOFREQUENZA – Trattamento di medicina estetica che sfrutta il principio della cessione di calore, per il trattamento del rilassamento cutaneo (lassità della pelle), delle rughe e dell’acne in fase attiva. Durante il trattamento la radiofrequenza sviluppa calore che viene trasferito alcuni millimetri sotto la pelle.La radiofrequenza solitamente è utilizzata per il trattamento delle rughe, il rilassamento delle pelle del viso (ringiovanimento del viso) e il trattamento dell’acne attiva

CAVITAZIONE – Metodo di emissione di ultrasuoni che vengono utilizzati proprio per fare implodere le cellule adipose, disgregandole in modo graduale e indolore. In questo modo, si può ridurre il tessuto adiposo senza intervenire in maniera chirurgica


TRATTAMENTI LASER

Negli ultimi 20-30 anni nel settore della medicina e della chirurgia è stato introdotto l’utilizzo della tecnologia laser (ovvero amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazione). La tecnologia del laser, applicata in campo medico sia chirurgico che dermatologico e vascolare, è conosciuta ed utilizzata con successo ormai da vari anni. Esistono diverse tipologie di laser che differiscono a seconda della lunghezza d’onda emessa e quindi hanno differenti utilizzi, infatti ciascun tipo di laser viene assorbito da un particolare pigmento, e quindi ha un differente “bersaglio”. Ad esempio nella chirurgia estetica possono essere adoperati con successo varie tipologie laser per correggere difetti estetici congeniti (dalla nascita) o acquisiti. In Woman Clinic si effettuano trattamenti riguardanti:

  • angiomi

  • rimozione tatuaggi

  • macchie della pelle

  • depilazione laser

  • capillari e telengecstasie

  • couperose e rosacea

  • melasma e cloasma

  • rughe volto / occhi / labbra

  • cicatrici cheloidi

  • ringiovanimento cutaneo

  • laser skin resurfacing

  • nei / verruche / condilomi

  • smagliature


FOTODINAMICA

La terapia fotodinamica si dimostra efficace in un’ampia varietà di affezioni dermatologiche, di importanza sia clinica che cosmetologica. Si tratta di una pratica sicura ed efficace per trattare condizioni cutanee incontrate frequentemente in dermatologia clinica. Per la scarsezza di effetti collaterali e per la loro rapida risoluzione, la tecnica si può applicare in pazienti di tutte le età e condizioni. L’effetto combinato della luce laser e della sostanza foto-sensibilizzante garantisce un esito, sia clinico che estetico, nettamente superiore rispetto alle singole modalità utilizzate, con effetti collaterali trascurabili.


MEDICINA ESTETICA Branca della medicina che negli ultimi 25-30 anni si è sempre più affinata nell’ottica di correggere i vari inestetismi del corpo umano, al fine di renderlo più armonico nel suo insieme.
Comprende cure e processi medici che, pur riguardando l’estetica della persona, vengono eseguiti in modo non chirurgico, ovvero senza chirurgia vera e propria, ma attraverso iniezioni  o altri tipi di trattamenti, solitamente meno invasivi degli interventi di chirurgia estetica e non richiedenti anestesia.
Rispetto ai risultati della Chirurgia Estetica, quelli della Medicina Estetica  sono meno duraturi nel tempo, ma possono essere ripetuti ciclicamente.

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Dr. Diego Cappellina

Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

Dr. Ruggero Sinigaglia

Medicina Estetica

Dr. Cesare Cappellina

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Asportazione neoformazioni cutanee

ASPORTAZIONE LASER

Un laser è un dispositivo che emette un raggio di luce uniforme attraverso un processo di amplificazione ottica. CI sono differenti tipi di laser,a gas, a fibra, allo stato solido, a coloranti, a diodi e eccimeri.Il termine “laser” nasce come acronimo di “amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazione” (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation)

Una domanda che viene spesso rivolta dal paziente al chirurgo plastico è se un neo può essere rimosso col laser oppure chirurgicamente.
il chirurgo plastico deve essere molto chiaro: alcuni nei si possono trattare con il laser o con una tecnica laser-chirurgica, lo shaving, in cui la neoformazione è asportata alla base.
Questo si può eseguire solo in un determinato tipo di nei, ossia quelli brutti esteticamente, bitorzoluti o peduncolati, rilevati, che il paziente non gradisce.

Negli altri nei, quelli melanocitari, più scuri  e pigmentati, la tecnica dev’essere chirurgica: il nevo va asportato chirurgicamente e esaminato all’esame istologico: il rischio di virare verso un melanoma è troppo alto e non va mai corso

CISTI PILONIDALE

La cisti pilonidale o Sinus pilonidalis detta anche cisti o fistola coccigea/sacrococcigea consiste in una cisti /fistola che si forma a livello del sacro e che può approfondirsi al tessuto sottocutaneo fino al piano muscolare e osseo.
La cisti pilonidale è probabilmente derivata da uno sviluppo embrionale anomalo del derma. E’ di dimensioni variabile e può raggiungere i 10 cm. Spesso nel contesto delle loro pareti hanno una componente di ghiandola sebacea, un rudimentale follicolo pilifero e elementi di ghiandole sudoripare. Talvolta sono presenti anche tessuti osseo e cartilagineo.
Se, a seguito di alcune indagini, il chirurgo propende per l’intervento chirugico, questo va eseguito in una cisti fredda (ossia silente, non infetta).
Se una cisti pilonidale è infetta, l’unico trattamento da fare in urgenza è la sua incisione e un drenaggio delle secrezioni attraverso la cute.

MAPPATURA CUTANEA

La mappatura cutanea è l’ esame in cui tutte le macchie presenti sulla pelle (siano esse nevi, angiomi o altro) vengono esaminate al fine di escludere che al momento della visita possa essere presente un tumore della pelle.
Lo scopo è prevenire e diagnosticare nelle fasi precoci IL Melanoma Maligno ed altri tumori della pelle (basaliomi, tumori spinocellulari, sarcomi ecc.)
In linea generale tutti dovrebbero eseguire una mappatura cutanea una volta l’anno: l’ esame è accompagnato dall’esecuzione di foto digitali che permettono di confrontare nel tempo l’eventuale modificazione di nevi o di lesioni sospette, qualora si decida di non sottoporsi subito all’asportazione chirurgica.
Una mappatura dei Nevi è consigliabile in età precoce, per stabilire comportamenti corretti nei confronti della esposizione solare e per valutare la possibilità di rischio di Melanoma.
In caso di diagnosi di melanoma in un paziente, è buona cosa per i parenti di primo grado eseguire una mappatura cutanea di controllo, in quanto può esserci una familiarità.

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Chirurgia del Seno

LIPOFILLING

Il lipofilling si è rivelata una valida alternativa nella chirurgia mammaria, per malformazioni come la Sindrome di Poland, la sindrome della mammella tuberosa, per correggere asimmetrie e imperfezioni, nonché dopo l’asportazione di tumori alla mammella.  Il grasso ha l’enorme vantaggio che, essendo una componente autologa, ossia derivante dal paziente stesso, non causa reazioni da corpo estraneo come la contrattura capsulare, complicanza frequente invece per le protesi.

In ambito di ricostruzione dopo l’asportazione di tumori mammari, sono necessari più interventi chirurgici di lipofilling, ma solitamente, se la paziente è adeguatamente informata e motivata il risultato ottenuto conferisce al seno un aspetto e una consistenza naturale.
Prima di definire un piano terapeutico è pertanto necessaria una visita e un appropriato inquadramento del paziente, per capire quali obiettivi siano effettivamente raggiungibili.
Il grasso è utile inoltre per il miglioramento di aree trattate in precedenza con radioterapia, o zone atrofiche e depresse, per esempio dopo l’iniezione di sostanze come il cortisone.

In chirurgia estetica il grasso può essere utilizzato a livello delle mammelle; va comunque discussa la fattibilità dell’ intervento con la paziente: trattandosi infatti di un procedimento step by step, è bene sapere che l’effetto immediato e permanente dopo l’impianto di una protesi mammaria non è raggiungibile nell’immediato mediante l’innesto del grasso, dipendendo in seconda analisi dalla quantità di grasso disponibile per il prelievo: è pertanto una alternativa sconsigliata in pazienti magre. Può essere utile però come procedura integrativa e correttiva alla classica mastoplastica additiva.

MASTOPLASTICA ADDITIVA

La mastoplastica additiva è l’intervento che permette di aumentare il volume del seno, sia quando questo non si è mai sviluppato in modo completo, sia quando ha perso tono e volume in seguito a calo di peso o allattamento. È stato recentemente calcolato che sono circa 35 milioni le pazienti portatrici di protesi mammarie al mondo.

Comporta l’impianto di protesi, collocate a seconda dei casi sotto la ghiandola mammaria oppure più in profondità, sotto il muscolo pettorale.

Le protesi mammarie possono essere inserite attraverso tre vie di accesso che sono quella ascellare, quella periareolare (intorno alla emi-circonferenza inferiore o superiore dell’areola mammaria) e quella sottomammaria (a livello del solco sottomammario).
La scelta della sede d’incisione viene concordata prima dell’intervento e dipende dalla situazione anatomica locale (dimensioni dell’areola, definizione del solco sottomammario), dal tipo e dalle dimensioni delle protesi scelte, dalle preferenze del Chirurgo e della Paziente.
Dopo la maturazione definitiva delle cicatrici (che avviene in qualche mese) la cicatrice appare come una sottile linea bianca, simile a una smagliatura.

Le protesi sono costituite di silicone, e possono essere rotonde, cioè con base circolare, oppure anatomiche, cioè con forma a goccia.

La scelta della protesi mammaria adeguata (ne esistono di varie misure e forme) dipende dal volume e dalla forma del seno di partenza.

MASTOPLASTICA RIDUTTIVA/MASTOPESSI

La mastoplastica riduttiva/mastopessi è l’intervento che permette di correggere un seno troppo grande e ptosico, ossia cadente. Questa condizione infatti può causare disagio psicologico per la donna , oltre a pesare sulla colonna vertebrale provocando dei disturbi funzionali come scoliosi.
Può inoltre causare lesioni da sfregamento, per frizioni tra la mammella e il solco inframammario.
Per questi motivi può essere eseguito un intervento di mastoplastica riduttiva.
A differenza della mastopastica additiva,dove la procedura principe consiste nell’impianto di protesi mammarie di silicone, la mastoplastica riduttiva non prevede l’utilizzo di impianti protesici.
Mediante l’asportazione di determinate porzioni della ghiandola mammaria e il riposizionamento della mammella nella sua posizione naturale, si ottiene un risultato naturale e duraturo.

RICOSTRUZIONE MAMMARIA

La ricostruzione mammaria è l’insieme di interventi chirurgici che consentono la ricostruzione della mammella in seguito all’intervento di mastectomia.
Per ogni donna c’è la tecnica di ricostruzione giusta, personalizzata: ogni caso va analizzato attentamente e tutto va programmato prima dell’intervento con la paziente: la paziente che deve affrontare il percorso di ricostruzione del seno lo deve fare infatti con la massima consapevolezza.
Vi sono numerose tecniche, che andremo ad elencare in questo articolo: in linea di massima esistono due linee di pensiero: si può utilizzare la protesi oppure il tessuto autologo, ossia prelevato dalla paziente stessa.

Il tumore alla mammella colpisce una donna su 8, e solamente 1 su 8 si sottopone a ricostruzione mammaria.
Una donna operata di tumore va adeguatamente informata prima di iniziare l’iter terapeutico demolitivo: va aumentata la consapevolezza.
L’informazione medica è fondamentale in questo. Grazie a un aumento costante dell’accesso alle informazioni tramite i mass media il numero delle donne che si sottoporranno alla ricostruzione mammaria è in costante aumento.

Vari tipi di chirurgia oncologica possono essere eseguiti:

  • chirurgia conservativa, quando possibile e quando le condizioni locali lo consentano, che rispetta la mammella e che talora necessitano successivamente di radioterapia
  • interventi maggiormente demolitivi: la mastectomia che asporta l’intera ghiandola e necessita di ricostruzione del chirurgo plastico.

Esistono due modi differenti di agire, la scelta deve avvenire in base al tipo di paziente:

  • utilizzo di protesi
  • utilizzo dei propri tessuti

La personalizzazione della ricostruzione mammaria è un concetto base.
Negli ultimi anni vi è stata evoluzione delle tecniche, le principali sono:

  • RICOSTRUZIONE MAMMARIA POST QUADRANTECTOMIA
    (In seguito a un intervento conservativo, come la quadrantectomia, si esegue un rimodellamento della ghiandola mammaria, attraverso l’utilizzo di lembi locali. Si può intervenire nella mammella controlaterale, attraverso la cosiddetta mastopessi/riduttiva oppure con inserimento di protesi mammaria
  • RICOSTRUZIONE MAMMARIA POST MASTECTOMIA TRADIZIONALE
    (con l’inserimento di protesi, immediata o differita)
  • RICOSTRUZIONE MAMMARIA CON TESSUTI PROPRI
    (Tali tecniche utilizzano i tessuti delle pazienti stesse: il più delle volte il sito donatore è l’addome delle pazienti stesse, da dove si può prelevare un lembo peduncolato. La sinergia tra le diverse discipline tra il senologo e il chirurgo plastico ricostruttore rende la paziente coinvolta nelle decisioni, con spirito positivo.
  • MASTECTOMIA NIPPLE SPARING
    Questa tecnica è prevista nel momento in cui il NAC (nipple areola complex/complesso areola capezzolo) non sia intaccato dalla malattia: prevede l’asportazione della sola ghiandola mammaria senza procedere all’asportazione della cute del capezzolo e rendendo la ricostruzione più semplice

GINECOMASTIA
L’intervento di ginecomastia è una condizione in cui l’uomo, per problemi ormonali o legati alla dieta, presenta al di sopra del muscolo pettorale uno sviluppo atipico e eccessivo della ghiandola mammaria femminile.
Ultimamente tale condizione è in aumento, soprattutto a causa di diete non equilibrate, ricche di carboidrati e grassi saturi.
La ginecomastia, soprattutto in pubertà, può essere causa di disagio psicologico.
Essa consiste in un aumento della componente di ghiandola o di tessuto adiposo, oppure di entrambe.
In base alla componente, il chirurgo scieglierà la tecnica operatoria più adeguata.

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Chirurgia del Viso

BLEFAROPLASTICA

La blefaroplastica (dal greco βλέϕαρον: palpebra) è un intervento che consente di migliorare l’aspetto della zona peri-oculare.
L’intervento può consistere nell’asportazione della sola pelle in eccesso, oppure estendersi alla riduzione o al riposizionamento delle borse adipose.
L’intervento classico di blefaroplastica superiore prevede un’incisione, condotta in modo da far cadere la cicatrice nella piega naturale delle palpebre e renderla, di fatto, invisibile. La cute in eccesso è asportata. Secondo i casi, può essere indicata la rimozione delle borse adipose. Dopo un’attenta emostasi si procede alla sutura con punti sottili e alla medicazione.

Gli effetti del tempo sulla parte inferiore dell’occhio favoriscono invece la formazione di borse: con l’intervento di blefaroplastica inferiore si eliminano questi eccessi adiposi e/o eventuali eccessi di pelle, attraverso un’incisione eseguita a circa 1 mm dal margine ciliare, per via esterna o attraverso un’incisione interna, transcongiuntivale.

LIFTING VISO

L’intervento di lifting facciale o cervico-facciale ha lo scopo di sollevare e correggere le rughe delle guance, zona temporale e zigomatica e collo.
L’effetto è dovuto al riposizionamento delle strutture fasciali e adipose del viso e del collo.

Con l’età il viso è soggetto a numerosi cambiamenti, dovuti a numerosi fattori, sia esterni come l’alimentazione, il fumo, lo stress, che interni come fattori genetici e tipo di cute.
Questi fattori predispongono a flaccidità e perdita del tono della cute, diminuzione del grasso in aree come le palpebre, le tempie e gli zigomi
L’invecchiamento è dovuto anche alla perdita di elasticità dei legamenti che uniscono lo strato dello SMAS (Sistema Muscolo-Aponeurotico Superficiale) ai tessuti cutanei superficiali.
Il lifting si esegue solitamente a partire dalla quinta decade di vita, l’effetto ottenuto è di un ringiovanimento di dieci anni.

Spesso la/il paziente si reca dal chirurgo plastica per un intervento di blefaroplastica per ottenere un ringiovanimento dello sguardo. Alla fine della consultazione la/il paziente si rende cnto della pluralità dei suoi difetti e quindi richiede un intervento chirurgico unico che corregga la caduta delle sopracciglia, le palpebre, la fronte, gli zigomi, i solchi nasogenieni, il rilassamento del collo e delle guance, Naturalmente va spiegato nel dettaglio il periodo post-operatorio leggermente più impegnativo di una semplice blefaroplastica superiore.

OTOPLASTICA

L’otoplastica è l’intervento chirurgico che permette di correggere malformazioni alle orecchie, le cosiddette orecchie a sventola. Le orecchie con la loro conformazione, posizione e forma costituiscono un importante elemento estetico del volto.
Orecchie troppo sporgenti sono dovute alla mancata ripiegatura durante lo sviluppo della cartilagine di sostegno del padiglione auricolare.
Pertanto, il difetto comunemente definito come orecchie a sventola, può costituire un problema psicologico oltre che estetico.

La deformità delle orecchie sporgenti spesso è un peso emotivo per il/la bambina, oltreché per i genitori. Infatti il bambino (o l’adulto) con le orecchie prominenti è speso profondamente preoccupato e cosciente della propria deformità Di conseguenza questo intervento può essere proposto in età scolare. Il dismorfismo delle orecchie protrudenti può essere considerato come un arresto nello sviluppo del padiglione auricolare.

L’orecchio ad ansa, o protrudente, è una malformazione che può derivare da:

  • una mancata o insufficiente ripiegatura durante lo sviluppo
  • un’ipertrofia della cartilagine concale.

Un approccio sistematico e analitico al problema assicura da un lato il riconoscimento di tutte le deformità presenti, dall’altro  permette una corretta pianificazione operatoria.

Tra i fattori importanti da consierare e nella valutazione pre-operatoria vanno considerati:

  • età (al momento attuale si può correttamente eseguire un intervento di otoplastica dall’età di sei anni, senza temere di alterare la successiva crescita del padiglione auricolare)
  • fattori emozionali

Diversa è la condizione di microtia/anotia, ovvero la mancanza dello sviluppo dell’orecchio, con 4 gradi progressivi di deformità, fino all’assenza completa dell’orecchio (anotia).
In questo caso sono previste tecniche di ricostruzione più complesse, che prevedono il prelievo di cartilagine dalle costole

 RINOPLASTICA

Quando un paziente si rivolge al chirurgo plastico per una rinoplastica, è bene innanzitutto inquadrare il motivo per il quale decide di operarsi, quale risultato vogliamo ottenere, quale tecnica può essere utilizzata per raggiungere il risultato
Nel bilancio dell’armonia di un viso, il naso rappresenta senza dubbio l’elemento che si imprime istantaneamente nel giudizio.
Talvolta un profilo irregolare, proporzioni alterate tra la punta del naso, la gobba, la radice, il setto alterano l’equilibrio di un intero volto.
Storicamente si sono sviluppate due tecniche di rinoplastica, la cosiddetta aperta – che prevede una piccola incisione a livello della columella ossia tra le due narici – e la cosiddetta rinoplastica tradizionale o chiusa, con cicatrici interne.

In base al difetto da correggere si può intervenire solo su determinate componenti ( Ad esempio eliminando la gobba o correggendo una punta globosa) nella cosiddetta Rinoplastica parziale.

BICHECTOMIA

La bichectomia è una procedura chirurgica che rimuove o asciuga una struttura del viso nota come cuscinetto adiposo di Bichat, che in alcuni casi può far apparire una persona magra in sovrappeso o semplicemente non conforme alla struttura corporea.
Il contouring del viso è importante per l’aspetto generale del viso.
Sebbene sia importante mantenere una buona quantità di grasso facciale per mantenere un aspetto giovanile, l’eccesso di grasso buccale può portare a una “faccia di luna” arrotondata che nasconde lo zigomo e la linea della mascella naturalmente. La bichectomia, nota anche come rimozione del grasso buccale, ha lo scopo di snellire il viso di una persona e rimuovere il tessuto adiposo in eccesso. In questa procedura, rimuoviamo il grasso dall’interno delle guance, enfatizzando e accentuando così gli zigomi. Il risultato è un viso più snello e dall’aspetto più giovane.

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Chirurgia Postbariatrica

CHIRURGIA POSTBARIATRICA

Con la crescente popolarità della chirurgia postbariatrica il rimodellamento del corpo dopo un significativo calo ponderale è diventato un elemento sempre più importante nella terapia dell’obesità.
La chirurgia plastica ricostruttiva postbariatrica è la branca della chirurgia plastica che si occupa del rimodellamento della figura corporea nei gravi esiti di obesità e dimagramento.
I pazienti obesi devono essere informati che non esiste alcuna procedura di chirurgia plastica che permette di ottenere un calo ponderale significativo e stabile nel tempo. Questi pazienti devono essere inviati presso un medico specialista nella cura dell’obesità o, nel caso in cui sia già stata tentata senza successo una terapia medica, inviati a visita presso un chirurgo bariatrico.

Vari sono gli interventi di chirurgia bariatrica oggi a disposizione:

  1. by-pass gastro intestinale
  2. resezione gastrica
  3. posizionamento palloncino intra-gastrico

Solo una volta conseguito un dimagrimento sufficiente potrà essere affrontata l’ipotesi di un intervento rimodellante di chirurgia plastica post-bariatrica.

Pazienti obesi in fase di dimagrimento devono essere incoraggiati a raggiungere un peso ottimale consci del fatto che: maggiore è il dimagrimento migliore sarà il risultato raggiunto con gli interventi di chirurgia plastica.
Pazienti che hanno avuto un calo ponderale importante sono i pazienti candidati agli interventi per il rimodellamento del profilo del corpo.

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